domenica 1 agosto 2010
Home Space I comuni del parco Space Eventi 2008 Space Leggi e documenti Space Contatti e servizi Space Riservato
Space

CARATTERISTICHE NATURALI

La zona di Pian Cavallo rappresenta una tra le aree naturalisticamente più importanti della Liguria per l'estesissima copertura boschiva di grande qualità, costituita da lariceti, pinete a pino silvestre, faggete, formazioni arboree miste mesofile. E’ inoltre una tra le zone carsiche di maggior rilievo a livello europeo per le numerose e maestose manifestazioni epigee ed ipogee (grotte, cavità, sifoni). Di particolare spettacolarità la forra di incisione della Gola delle Fascette (circa 600 m di sviluppo), al confine con il Piemonte.

La dorsale Monte del Monte Saccarello – Monte Frontè – Monte Monega si distingue come il comprensorio montuoso più elevato della Liguria (2.200 m), caratterizzata da praterie magre e terreni erbosi. Nell' area del Monte Monega compaiono praterie e boschi di caducifoglie (in particolare la magnifica faggeta di Rezzo) e la pastorizia costituisce elemento di mantenimento di un elevato livello di biodiversità. La presenza del substrato calcareo nella porzione nord occidentale della valle Argentina si manifesta con forme carsiche di superficie e con lo sviluppo di pareti subverticali (falesie di Realdo e Loreto), gole di incisione e forme ipogee.

 Il comprensorio del Monte Gerbonte – M. Toraggio/Pietravecchia, estremamente scenografico, ospita habitat molto differenziati e un elevato numero di specie endemiche. Nell’area è compresa la Foresta Demaniale di Gerbonte di 622 ha, una foresta ancora in evoluzione in conseguenza dei numerosi rimboschimenti, dove abeti e pini silvestri sono accanto a faggi, aceri e larici secolari. I massicci selvaggi e suggestivi del Monte Toraggio e del Monte Pietravecchia vengono riconosciuti come straordinari nell'ambito dell'intera catena alpina: il substrato geologico, la vicinanza al mare di cime prossime o superiori ai 2000 m, l'alternanza di periodi glaciali e interglaciali hanno infatti determinato microambienti con presenza di un numero elevatissimo di specie floristiche di enorme interesse biogeografico I rilievi sono caratterizzati dalla presenza di pareti subverticali e, in specie in corrispondenza della Gola dell'Incisa tra i monti Pietravecchia e Toraggio, di fenomeni deformativi resi ancor più evidenti dall’erosione selettiva operata sui diversi litotipi; numerose sono le forme carsiche tanto di superficie quanto ipogee.

La Foresta Demaniale di Testa d'Alpe costituisce uno dei più bei boschi liguri a dominanza di abeti bianchi, aceri di monte e pini silvestri; le zone di crinale ospitano in prevalenza una vegetazione erbacea di grande importanza avifaunistica. La valle del Torrente Barbaira, dal fascino selvaggio, ospita laghetti e cascate di interesse naturalistico e grande pregio paesaggistico. Il substrato calcareo, calcareo arenaceo e a calcari nummulitici presenta numerose cavità ipogee che rendono l'area di notevole interesse speleologico.

Tutte e quattro le zonea Parco naturale ospitano numerosissime specie floristiche e faunistiche e habitat protetti a livello comunitario, nazionale e regionale e sono interessate dalla presenza di Siti d'Importanza Comunitaria SIC (IT1313712 Cima di Piano Cavallo - Bric Cornia, IT1314609 Monte Monega - Monte Prearba, IT1314610 Monte Saccarello - Monte Fronte', IT1314611 Monte Gerbonte, IT1315421 Monte Toraggio – Monte Pietravecchia, IT1315313 Gouta - Testa D'Alpe - Valle Barbaira), delle Zone di Protezione Speciale ZPS (IT1313776 Piancavallo, IT1314677 Saccarello – Garlenda, IT1315380 Testa d'Alpe – Alto, IT1314679 Toraggio - Gerbonte).

CARATTERISTICHE ANTROPICHE

Il Parco è ricompreso nell’areale della cultura alpina di tipo ligure-provenzale-occitanica. La pratica della pastorizia, in particolare con l’uso della transumanza degli armenti e delle greggi, ha rappresentato uno dei principali elementi di connessione fra le varie comunità locali insediate nelle pendici alpine. Le stesse caratteristiche dell’insediamento riflettono tale appartenenza culturale e ne marcano i confini, estesi alle valli piemontesi e brigasche in territorio francese.

La storia di questa cultura ha lasciato ampie ed importanti testimonianze di sé: basti pensare al ciclo di affreschi del Canavesio e di altri pittori alpini del tardo Quattrocento, alla grande scuola dei lapicidi di Cenova di Rezzo.

 IL PAESAGGIO PROTETTO

 Il “paesaggio protetto” rappresenta una delle possibili modalità di tutela del territorio previste a livello internazionale, specificamente rivolta a quelle situazioni nelle quali la forma naturale è così saldamente connessa con le attività umane tradizionalmente svolte da aver originato un paesaggio il cui valore consiste proprio in questo stretto ed equilibrato rapporto.

I territori del paesaggio protetto appartengono formalmente al parco, nel senso che sono oggetto di pianificazione e gestione unitaria, ma hanno una classificazione diversa da quella di “parco naturale”; questo comporta, fra l’altro, che per essi non operano i limiti all’attività venatoria previsti dagli art. 22 e 32 della legge 394/1991.

Con l’introduzione del paesaggio protetto si è cercato quindi di associare e far interagire fra loro, con pari dignità, il parco naturale con il parco paesistico. Il contenuto effettivo della disciplina di tali territori sarà precisato nel Piano del Parco, che verrà a costituire il momento principale dell’individuazione degli obiettivi specifici, delle conseguenti scelte di pianificazione e dei progetti di intervento.

design
Scarica il file per ingrandire e stampare la carta
designdesign
designdesign
designdesigndesign
design
  Rainbow